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CENNI STORICI
L'importanza della prevenzione delle intossicazioni da funghi è un aspetto ben presente nella politica sanitaria italiana da almeno due secoli. Già a partire dalla fine del 1700, al tempo della dominazione austroungarica, in Lombardia furono adottate misure finalizzate alla prevenzione degli avvelenamenti da funghi. Nel 1844, la Congregazione Municipale della Regia città di Milano stabilì, con apposito "Avviso" che i funghi dovevano essere venduti esclusivamente in determinati mercati, furono ammessi alla vendita determinate specie e venne imposto l'obbligo della visita preventiva e della distruzione dei funghi alterati e velenosi. Anche nello Stato Pontificio, negli anni immediatamente precedenti all' Unità d'Italia, venne attivato un servizio di controllo dei funghi. Successivamente all'Unità d'Italia, con Regio Decreto del 3 agosto 1890, veniva stabilito il "divieto di vendita dei funghi alterati, velenosi o sospetti" veniva, altresì, stabilito che " i Consigli Provinciali di Sanità redigeranno e pubblicheranno l'elenco dei funghi velenosi .... e che la vendita dei funghi deve essere fatta nei siti indicati dall'Autorità comunale". Un nuovo Regio Decreto, nel 1901, stabiliva che " a ciascun regolamento locale d'igiene sarà ammessa la lista dei funghi mangerecci di cui solo è autorizzata la vendita".
Nei primi anni del '900 viene attivato il primo servizio micologico pubblico in Milano, presso il Laboratorio Chimico Municipale e viene attivato anche un corso di micologia teorico-pratico per medici, veterinari e chimici.
A partire dal 1966 il Ministero della Sanità deliberava di provvedere alla formazione di personale, addestrato al riconoscimento pratico dei funghi eduli, da destinare al controllo cui obbligatoriamente devono essere sottoposti i funghi prima dell'immissione in commercio affidando la parte didattica alla Provincia Autonoma di Trento che si avvaleva del " gruppo Micologico Bresadola" di Trento.
Novara, nel campo della Sanità Pubblica, sin dal tempo dell'Ufficio d'Igiene e del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (prima, quindi, e successivamente alla riforma del 1978) ha sempre avuto una tradizione all'avanguardia in riferimento alla vigilanza dei funghi sul territorio comunale.
Difatti, pur non essendo ancora istituzionalizzato un centro di consultazione per il pubblico dagli anni '70 è stato, sia pure sporadicamente, sempre realizzato questo servizio nell'interesse della comunità.
Inoltre, in conformità al Regolamento Comunale di Igiene del Comune di Novara, il Mercato Ortofrutticolo della Città, nella stagione di competenza, ha avuto quotidianamente la visita ispettiva degli allora vigili sanitari per il controllo alla vendita delle specie fungine.
Con l'avvento del S.I.A.N., Servizio di Igiene degli alimenti e della nutrizione, la vigilanza è stata istituzionalizzata e il personale addetto, personale di vigilanza e personale medico-igienista, si è specializzato frequentando corsi sia in Regione Piemonte sia in sede extraregionale, acquisendo, altresì, la qualifica di Micologo.

 

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