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COMMESTIBILITA' E TOSSICITA' DEI FUNGHI
Informazioni utili

I funghi in base alla loro commestibilitÓ possono essere classificati in:
- Commestibili (possono essere consumati senza creare problemi tranne che per allergie o intolleranze specifiche)
- Non commestibili (per cause varie quali odori, sapori, ecc.)
- Velenosi (contenenti sostanze che possono provocare danni alla salute)

I funghi classificati come velenosi sono responsabili della comparsa in coloro che li consumano di sindromi classificabili in due tipi:
- a lunga latenza (le pi¨ gravi, talora mortali)
- a breve latenza ( di regola con risoluzione favorevole)

SINDROMI A LUNGA LATENZA
I sintomi compaiono dopo molte ore dall'ingestione (in genere oltre 6 ore) e presentano generalmente due fasi, una di tipo gastrointestinale (2/3 giorni), e una seconda fase tossica legata alle sostanze presenti nel fungo che hanno come organi bersaglio fegato, reni, ecc. e che provocano gravi danni, a volte irreversibili;
- Sindrome Falloidea: specie responsabili Amanita phalloides, A. verna, A. virosa, genere Galerina, genere Lepiota;
- Sindrome Giromitrica: specie responsabile Giromitra esculenta, G.gigas (velenoso crudo);
- Sindrome Orellanica: specie responsabile Cortinarius orellanus, C. speciosissimus;
- Sindrome Paxillica: specie responsabile Paxillus involutus (provoca una "grave allergia alimentare").

SINDROMI A BREVE LATENZA
I sintomi compaiono in modo relativamente rapido (in genere entro 3 ore);
- Sindrome Panterinica: specie responsabili Amanita muscaria, A. pantherina;
- Sindrome Muscarinica: specie responsabili Clitocybe " bianche",
- Sindrome Coprinica: specie responsabile Coprinus atramentarius;
- Sindrome Psilocibinica: specie responsabili appartenenti al genere Psilocybe
- Sindrome Gastrointestinale: parecchie specie responsabili tra cui Entoloma lividum, Tricholoma pardinum, Boletus satanas
- Sindromi da intolleranza alimentare: principali responsabili: Clitocybe nebularis, Lepista nuda, Armillaria mellea (chiodini).

PREGIUDIZI
E' d'obbligo fare un cenno su alcuni deplorevoli tentativi di determinare la commestibilitÓ di un fungo che tanta parte hanno avuto, purtroppo, nella storia degli avvelenamenti da funghi.
Senza dilungarsi in divagazioni Ŕ utile ricordare che: il cucchiaio d'argento che annerisce, il prezzemolo che ingiallisce al contatto, l'aglio o la cipolla che anneriscono nel tegame di cottura, il sapore amaro, acre o piccante, il viraggio della carne al blu o nero sono tutte superstizioni ed empirismi che non trovano riscontro oggettivo nella realtÓ per la determinazione della commestibilitÓ di un fungo.

PREVENZIONE
Non vi Ŕ dubbio che la miglior cura per ogni male Ŕ la prevenzione, questo vale in particolar modo per gli avvelenamenti da funghi. Solo una precisa conoscenza dei funghi ne consente la distinzione in velenosi e commestibili, permettendone il consumo in tutta sicurezza. Tale conoscenza Ŕ quindi indispensabile a tutti coloro che amano raccogliere e consumare funghi e deve essere basata su precise cognizioni botanico-tassonomico riferite al fungo. Unico metodo sicuro per stabilire la commestibilitÓ di un fungo Ŕ quello di classificarlo sulla base delle sue caratteristiche, come appartenente a specie di comprovata commestibilitÓ. Nel caso di persone non adeguatamente formate ed in grado di determinare con esattezza la commestibilitÓ di un fungo si consiglia di rivolgersi presso i centri istituzionali preposti al controllo

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